la vita il Jazz e l’improvvisazione
la vita il Jazz e l’improvvisazione
“.….se i musicisti sono capaci di improvvisare, è perché conoscono le regole e i materiali della loro disciplina, al punto da permettersi di trasgredirli in modo creativo. Per rendere conto dell’improvvisazione bisogna dunque spiegare sia i vincoli a cui essa è sottoposta, sia la competenza necessaria per creare qualcosa di nuovo. Il jazzista non sa in anticipo quali idee genererà nel corso dell’esecuzione, né può – in una performance improvvisata – “tornare indietro”. Può però rivolgersi a quello che è stato già suonato (da lui o da altri), ed estenderlo, creando così delle forme retrospettivamente. Benché l’improvvisazione trovi la sua consacrazione definitiva nel jazz, essa costituisce una pratica culturale prima ancora che musicale. In fondo la situazione del jazzista assomiglia a tante altre della vita quotidiana: si improvvisa conversando, in un gioco sportivo, cucinando, di fronte agli ordinari piccoli imprevisti come ai grandi eventi esistenziali per i quali non disponiamo di un copione“. Tratto dalla recensione al libro di Davide Sparti – “Suoni inauditi. L’improvvisazione nel jazz e nella vita quotidiana” Il Mulino editore 2005.
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“Tutte le arti mirano al superamento delle convenzioni estetiche e culturali esistenti. Nel jazz, questa caratteristica tensione è condotta alle estreme conseguenze. Nell’assolo riuscito il jazzista non esprime un’identità già data, ma scopre nuove identità possibili, sempre incompiute e provvisorie; deve, in altre parole, smarrire la propria identità nel momento stesso in cui la trova. Il jazzista che improvvisa è così esposto a due rischi: da una parte, quello di percorrere strade già battute, ossia il rischio della stagnazione; dall’altra, quello di risultare incomprensibile per chi lo ascolta, ossia il rischio dell’isolamento. Nell’improvvisazione si riproduce dunque in massimo grado la situazione paradossale dell’artista, stretto fra la spinta a trasformarsi per essere originale e la necessità di definirsi per essere riconoscibile”. Tratto dalla recensione al libro di Davide Sparti – “L’ identità incompiuta. Paradossi dell’improvvisazione musicale” Il Mulino editore 2010.
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La vita è un po’ come il jazz… è meglio quando s’improvvisa. George Gershwin (Brooklyn, 26 settembre 1898 – Hollywood, 11 luglio 1937)
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Il jazz e l’amore sono le cose più difficili da descrivere razionalmente. Mel Torme (Chicago, 13 settembre 1925 – Los Angeles, 5 giugno 1999)
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Il jazz non lo puoi spiegare a qualcuno senza perderne l’esperienza. Dev’essere vissuto, perché non sente le parole. Le parole sono i fanciulli della ragione, e quindi, non possono spiegarlo. Queste non possono tradurre il feeling perché non ne sono parte. Ecco perché mi secca quando la gente cerca di analizzare il jazz come un teorema intellettuale. Non lo è. E’ feeling. Bill Evans (Plainfield, 16 agosto 1929 – New York, 15 settembre 1980) - http://www.billevanswebpages.com/
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luce al Centro sul Jazz di Innarella-Olivieri

“Rivendico fortemente il fatto di essere un musicista di jazz. Mi sono formato sul free, ma poi ho compiuto un percorso a ritroso, ho ascoltato tutto, da Fletcher Henderson al quartetto di Coltrane a Charles Mingus, innamorandomene giorno dopo giorno. Credo che il jazz sia come un palazzo dal quale non puoi togliere un solo mattone” P. Innarella – intervista a All About Jazz Italia 2003.
“Il free jazz, quando è vero è la musica piu’ bella del mondo. Composizione istantanea, stato d’animo dell’attimo. E’ la musica” A. Olivieri – intervista a Jazzit 2011.
luce al Centro sulla festa del colore
Venerdì 6 gennaio ore 10.00
Casina del Principe – Corso Umberto I – Avellino – Ingresso libero
La creatività dei bambini con G. Spiniello e l’Albero Vagabondo
Si svolgerà la mattina del 6 gennaio nei locali al piano terra del cortile della Casina del Principe “la festa del colore” con Giovanni Spiniello e l’Albero Vagabondo.
Un incontro, nel giorno dell’Epifania, dedicato soprattutto ai bambini ed alla loro creatività e che finirà per coinvolgere i genitori, come avvenuto nella affollata scorsa edizione.
Con i suggerimenti del maestro Giovanni Spiniello i bambini potranno esprimere la loro creatività con i colori e le tempere miscelate secondo la loro fantasia e dedicare un disegno alla tematica dell’Albero Vagabondo, progetto di sensibilizzazione sui temi della salvaguardia dell’ambiente che da vari anni attraversa i paesi e le località più suggestive dell’Irpinia.
Tutto il materiale da disegno sarà fornito gratuitamente ai giovani artisti.
http://terrafuocoarte.wordpress.com/edizione_2011_2012/06_gennaio_2012/
http://www.giovannispiniello.it/ ; http://www.alberovagabondo.it/
luce al Centro sul laboratorio musicale

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Venerdì 6 - Sabato 7 – Domenica 8 Gennaio - (ore 10.00-13.00 + 16.00-20.00)
Casina del Principe – I piano, rampa a destra rispetto all’atrio di Ingresso
Corso Umberto I – Avellino – Ingresso libero
Domenica 8 Gennaio ex Chiesa del Carmine in via Clausura – Avellino, a partire dalle ore 20.00. Concerto conclusivo del workshop – Ingresso libero
Le tecniche di improvvisazione musicale di P. Innarella, A. Olivieri ed F. Manna
Venerdì 6 Gennaio, a partire dalle ore 10, al primo piano della Casina del Principe, vedrà l’avvio del laboratorio (workshop) musicale dedicato alle tecniche di improvvisazione a partire dalla matrice Jazz di Pasquale Innarella ed Angelo Olivieri, e dalla base ritmica del mediterraneo attraverso i vari strumenti a percussione di Francesco Paolo Manna. Gli artisti coinvolti incontreranno gli allievi in tre giorni di seminari e performance musicali (6/7/8 gennaio dalle ore 10 alle ore 20), che culmineranno in un concerto conclusivo dei partecipanti all’interno dell’ex Chiesa del Carmine in via Clausura ad Avellino, a partire dalle ore 20.00.
I due noti jazzisti Pasquale Innarella ed Angelo Olivieri illustreranno il tema dell’improvvisazione musicale di gruppo ed alcune delle possibili metodologie, utilizzando il famoso metodo di direzione di Butch Morris -noto musicista ed ideatore della tecnica conduction, ovvero di improvvisazione libera- con il quale gli artisti impegnati nel laboratorio musicale hanno collaborato in passato. Pasquale Innarella ha recentemente partecipato in Irpinia alla direzione ed esibizione della rusticaxband, gruppo di giovani artisti che si rifà alle tradizionali Jazz band acustiche; Angelo Olivieri si è esibito ad Avellino lo scorso anno con il quartetto Vian di M. Vietri. Entrambi hanno partecipato alla recente rassegna Lioni Jazz 2011, anche all’interno di un laboratorio e seminario di musica Jazz.
Francesco Paolo Manna introdurrà gli allievi al ritmo delle percussioni unendo, attraverso la musica dei tamburi, le diverse culture che si affacciano e che hanno avuto contatti con il Mediterraneo. Saranno impiegati strumenti tradizionali a percussione e saranno illustrate le relative tecniche di base con applicazioni nei diversi stili musicali. Il tamburello italiano sarà impiegato rispetto ai vari generi musicali della tradizione Italiana. Le lezioni spazieranno dal tamburello arabo Riq -impiegato in Siria, Egitto, Turchia, Tunisia ed Algeria-, al tamburello Tar originario del Sudan, fino al tamburo Mazhar, così denominato in Egitto -chiamato Tef in Turchia- ed oggi comunemente ricordato come Bodhran. La tradizione meridionale della tammorra, in tal modo, si confronterà con altre interessanti culture musicali.
Per chi non dispone di strumenti verranno forniti per la durata del laboratorio, limitatamente al numero disponibile. La partecipazione al laboratorio musicale è gratuita, ma è richiesta una conferma via e-mail (futile@email.it).
L’obiettivo del seminario musicale di Terrafuoco è di riunire vari musicisti, anche con esperienze e formazioni artistiche differenti, per realizzare una performance di gruppo, in parte o completamente improvvisata, con o senza direzione.
L’obiettivo del seminario musicale di Terrafuoco è di riunire vari musicisti, anche con esperienze e formazioni artistiche differenti, per realizzare una performance di gruppo, in parte o completamente improvvisata, con o senza direzione.
http://pasqualeinnarella.it/home.html ; http://www.angeloolivieri.it/; myspace.com/francescopaolomanna
http://terrafuocoarte.wordpress.com/edizione_2011_2012/06_gennaio_2012-2/
luce al Centro sulla mostra fotografica di Bergamino-Cretella
MERCOLEDI’ 28 dicembre ore 18:00 - Inaugurazione della mostra
Teatro Carlo Gesualdo – Foyer della Galleria II piano, piazza Castello – Avellino
Mostra fotografica di Antonio Bergamino e Francesco Saverio Cretella
dal 28 dicembre 2011 al 7 febbraio 2012

La duplice mostra fotografica dal titolo “PresenzAssenza” e “Makrometamorfi” espone in anteprima una ricerca fotografica di A. Bergamino e F. Cretella con una raccolta di opere realizzate specificamente per la rassegna annuale di Terrafuoco.
PresenzAssenza di Antonio Bergamino è una raccolta di immagini realizzate tra le botteghe degli artigiani/artisti che vivono e lavorano sulla Collina della Terra ad Avellino intorno a piazza Duomo. Nel termine “presenza”, ci sono i luoghi, nel termine “assenza”, le persone che li vivono, o dovrebbero viverli, quotidianamente. Con una originale tecnica fotografica la tematica dell’abitare i luoghi della memoria prende forma in scatti che richiamano la fragilità della vita e l’incertezza del nostro presente. La leggera presenza della vita nella stratificata articolazione del Centro Storico ci costringe a riflettere e rivolgere uno sguardo più attento alle persone piuttosto che alle cose.
Makrometamorfi di Francesco Saverio Cretella presenta una collezione di immagini frutto di una lunga ricerca e rigoroso percorso artistico attraverso la fotografia del dettaglio della materia. A partire dall’originale mostra “i volti nella pietra”, nel corso della precedente edizione di Terrafuoco, Cretella ha intrapreso una strada di rappresentazione e di scoperta di forme antropomorfe all’interno della materia dei luoghi disabitati ed abbandonati. La pietra, il legno ed un vecchio tessuto abbandonato da anni sono apparentemente materiali inerti. All’interno la foto rivela la forma della vita; la vita che animava i luoghi e che ha impresso un’immagine indelebile negli oggetti. Il nostro occhio deve riabituarsi a vedere la vita in forme inusuali e Francesco Cretella ci aiuta con i suoi scatti, in questo percorso di ritrovata memoria, a vedere oltre le apparenze delle cose e ci ricorda che l’arte è essenzialmente la ricerca della semplicità e dell’inaspettato.
La mostra sarà aperta fino al 7 gennaio 2012 e sarà possibile visitarla la mattina dalle ore 10:00 alle 13:00 ed il pomeriggio dalle ore 17:00 alle 20:00.
luce al Centro sul concerto di Gianluca Di Donato
MARTEDI’ 27 dicembre
Chiesa di Costantinopoli, Corso Umberto I – AVELLINO
ore 19.30 – Gianluca Di Donato in Concerto
Presentazione del disco “The sound from silence”
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PROGRAMMA del concerto – INGRESSO GRATUITO
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| Giuseppe Domenico Scarlatti (Napoli, 26 ottobre 1685 – Madrid, 23 luglio 1757) |
- Sonata in fa minore K. 466
- Andante
- Sonata in si bemolle K.521
- Allegro
| Robert Alexander Schumann (Zwickau, 8 giugno 1810 – Bonn, 29 luglio 1856) |
- Arabesque op. 18
- Leggero e teneramente
| Ludwig van Beethoven (Bonn, 17 dicembre 1770 – Vienna, 26 marzo 1827) |
- Sonata n. 14 in do diesis minore op.27 n.2 “ Al chiaro di Luna”
- Adagio Sostenuto
- Allegretto
- Presto Agitato
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| Franz Peter Schubert (Vienna, 31 gennaio 1797 – Vienna, 19 novembre 1828) |
- Improvvisi op. 90 D. 899
- n.1 in do minore
- n.2 in mi bemolle
- n.3 in sol bemolle
- n.4 in la bemolle maggiore



terrafuoco_2011_2012 | La luce al Centro

Avellino vive da tempo un lento declino della sua parte più antica con la conseguente perdita della memoria storica. A questo fenomeno, che va avanti da molti decenni (anche prima del terremoto), attualmente, si contrappone un risveglio ed una riscoperta della identità collettiva. Il recupero del Castello, il progetto di piazza Duomo e di via Seminario e il ritrovato interesse per un luogo-simbolo come la ex Dogana dei Caracciolo, testimoniano il bisogno di “conoscere” e “riconoscere” quelle che sono le vere radici cittadine. Questo processo trova un proseguimento concreto ed immediato nella creatività proposta da importanti artisti avellinesi di riconosciuto valore, offrendo loro la possibilità di esprimere il “Fuoco” della loro arte nelle storiche e suggestive architetture della collina della Terra.
Il “ritmo a passo lento” ed un focus sugli “artisti che vivono e lavorano sulla Collina della Terra”, temi che hanno caratterizzato le precedenti edizioni della Manifestazione, quest’anno si coniugano con la volontà di coinvolgere gli spazi pubblici di relazione del Centro Antico con l’obiettivo di restituire al cuore della Città il suo ruolo di attrattore e catalizzatore di idee, scambi culturali ed emozioni.
La “Luce al Centro”, oltre che una metafora legata all’intenzione di riaccendere l’interesse dell’intera Città sui luoghi della memoria, è un programma di azioni mirato a coinvolgere forme d’arte di avanguardia e diverse generazioni di artisti in un laboratorio comune di idee ed azioni concrete sull’antico luogo di origine della Città.
TERRAFUOCO unisce il luogo delle origini, ovvero la collina della TERRA, dove nacque la nuova Avellino dopo la distruzione dell’Abellinum Romana, ed il FUOCO, l’elemento simbolico onnipresente in tutta l’Irpinia nel periodo invernale.





